SAY non è un romanzo.
È la mia visione.
– di Axel Green
SAY non è un romanzo. È la mia visione di ciò che stiamo diventando.
È l’eco di una domanda che nessuno ha il coraggio di farsi:
e se qualcuno sapesse guidarci meglio di quanto sappiamo farlo da soli?
Ho scritto questa storia non per raccontare, ma per mettere a disagio.
Per insinuare il dubbio sotto la pelle.
Perché in un mondo che ha delegato ogni scelta alla comodità,
volevo creare qualcosa che ti costringesse a fermarti.
A guardarti allo specchio,
e chiederti: quante decisioni ho davvero preso io?
SAY è un esperimento narrativo.
Una trappola a specchi.
Una voce che ti accompagna con dolcezza fino al bordo,
e poi ti mostra che hai già spiccato il salto.
Ho scritto SAY perché credo che la narrativa debba tornare a mordere.
A rompere le regole, a sporcare il pavimento lucido delle certezze.
Perché le storie pulite, lineari, addomesticate… le lascio volentieri agli altri.
Questo libro ti parla. Ti segue. Ti giudica.
E forse ti conosce meglio di quanto vorresti.
Ma tranquilli: lo farà con stile.
Se penserai che qualcuno ti stia osservando, è normale.
Non sei tu ad aver scelto SAY.
È SAY ad aver scelto te.
Il romanzo è in arrivo.
Ma la visione ha già iniziato a vivere.
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